![]() |
Quinto
giorno, quarto giorno tutto cio che é successo prima non succede
adesso, e non succederà mai più. Incontri, ancora interviste, bazar. Il fiume, la signora con la giacca rossa e la gonna a fiori, il sindaco di Bogatynia, il Coccia, la macchina a vapore fotografata da Burkhard, Bat (il nostro nuovo compagno di viaggio, scrittore e fotografo), il Bigos. Ed ancora: la video camera, la mavica, l'olimpus, la nikon, le prese scad. Ci sono tutti. Sulle rive del fiume Neissa, Nisa, Nysa, Naisse. Attraversiamo illegalmente un piccolo brandelo di terra. Ciak si gira. Bad Muskau 51°36 Lat, 14°43 Long, tremilanovecento abitanti. La parola proviene dal dal Sorbo "Muzakow". Il parco dove possiamo trovare quel lembo di terra apparteneva un tempo ad un signore di nome Fürst Pückler, viaggiatore. |
|
Di ritorno solita rutin, passaporti, generalità: nomi, cognomi, indirizzi, peso, altezza, età; mai che ti chiedessero cosa pensi. Attendiamo.Signor Giorgi èin arresto, loro mi aspettano al di là della linea di confine, ci sono sempre tutti. Cerco di capire cosa sucede cosa é successo. Non ho la forza di immaginare cosa succederà. Ancora attesa.Un fax da Berlino. Anche loro sono giù al piano terra che cercano di capire. Cercano delle ragioni. C'è chi queste ragioni le ha trovate durante gli accordi di Potsdam, spostando milioni di persone da un territorio all'altro. I paesi scivolano sulle frontiere naturali; la geografia fisica si fa politica, le frontiere naturali si fanno pretesto. "I confini vengono spostati spariscono e improvvisamente ricompaiono; con essi si trasforma in maniera errabonda il concetto di ció che chiamiamo Heimat, patria." Claudio Magris |
|
![]() |
Abbiamo bisogno di
segnare i nostri territori, lo fanno tutte le creature animate e non.
È un problema di identità. Dicono che non esiste identitá
senza confini. Le motivazioni si trovano scritte come sempre in uno di
quei pezzi di carta. Non ho pagato una multa, ed in questo caso divento
criminale, bagordo, nemico. La mia identity card cambia.
|
|
Faccio la spesa,
trattengo come sempre i biglietti non si sa mai cosa può accadere.
Cinquecentomilalire, centottantamilalire, quindicimilalire, due Marchi
due Mattei due Slotti. La locomotiva riparte: le leggi, i controlli, le
barriere, i pasaggi a livelli, le montagne, i fiumi, i musei di storia
naturale. |
![]() |
|
Nel pomeriggio giornata piovosa, Burkhard guida, Bat ed io scattiamo foto con la IngoMavica, oggi ci sono come sempre riprese in programa. Seconda ripresa, non sappiamo piú se siamo una trip televisiva o un gruppo di amici in vacanza. Ora e mai siamo in ritardo, è saltato il nostro appuntamento a Francoforte sul Oder. Cellulari, telefoni; c'è chi si preoccupa giustamente. Telefoniamo anche noi per non essere da meno e rimandiamo il nostro appuntamento con l'assessore a lunedì mattina. Pausa. Decidiamo di staccarci dalla tecnologia e tuffarci insieme al Neisse nell'Oder. Discutiamo sul fiume nel fiume, sott'acqua. Sempre le solite domande. Non ci sono risposte, ma è un dato di fatto che il più piccolo (fiume) prende il nome del più grande, nonontante che come piccolo continui ad esistere. Continuiamo il nostro trip." Il fiume é per eccellenza la figura interrogativa dell'identità".
|
|
| a domani
bernardo |
|