Frontiere tecnologiche
 

Oggi lasciamo Brollin per approdare a Stettino. Cominciamo a perdere i colpi, perdere gli appuntamenti, perdere le pazienza, i capelli. L'uomo con la mappa in testa tra le due bandiere, gode il sole delle sedici. Non ci sono conflitti, nella nostra gita in barca di martedì tutti acquistano felicemente i loro prodotti. Non vedono non guardano non pensano. Duty Free; see buy and fly, non guardare il tuo prossimo non guardare te stesso. Continuo ad essere straniero. Ci sono molti come me ma non si fanno riconoscere non si fanno vedere.

 

Poi sulle sponde di Brollin, residenza per artisti. I nostri incontri sono profondi, intervistiamo Cristine; lei lavora con i ragazzi provenienti sia dalla Polonia che dalla Germania. Racconta la sua esperienza, i gruppi di teatro, la scuola bilingue di Löcknitz, "I ragazzi sicuramente sentono meno il peso della storia".
La Pomerania continua comunque ad essere la regione più povera della Germania, alto tasso di disoccupazione, problemi di alcolismo, sempre tra i più alti. Cristina racconta io riprendo, cerco nuovamente di capire. Non c'è speranza.

 
Bat mi racconta qualcosa. Ancora incontri visi. La sera prima abbiamo lavorato sulla carta della frontiera. Ho cominciato da solo poi Tom, Joachim si sono aggiunti. Durante i giorni a Bröllin molti hanno lasciato un loro segno sulla mappa.
   

Ieri notte dopo le ultime riprese, la videocamera crash down, dobbiamo partire per Berlino. Decidiamo comunque di approdare a Stettino; ci dividiamo, Bat rimane, io e Burkhard ci facciamo centocinquanta kilometri. Domani mattina cambio camera e ritorno a Stettino. Oggi ho l'impressione di essermi scontrato con frontiere tecnologiche

 
   
bernardo