Interviste al museo Narodowe
 

Siamo di ritorno dalla notte berlinese. Bat ci aspetta. Il museo nazionale di Stettino ci ha riservato una camera in uno stupendo scantinato del museo. Traferiamo i dati come ogni giorno; bite, kilo-bite, secondi; il tempo corre e la nostra frontiera con il tempo ci distrugge e nello stesso momento ci affascina. Incontriamo ancora uomini e donne senza bambini. Il corridoio della nostra prigione nel museo è perfetto per le interviste. Decidiamo di farne il nostro studio ufficio. Una Poltrona verde accompagnerà i nostri ospiti durante le loro auto interviste. Nome, cognome, indirizzo, peso etc. Ognuno come sempre riferisce i suoi dati a mo' di passaporto. C'è una diferenza però tra noi e i controlli di confine; a noi interessa sapere cosa le persone pensano di questa frontiera, alcuni riferiscono storie vissute. Il nostro simpatico custode bianco barbuto si presta ad aiutarci nel nostro lavoro.

 

I nostri ospiti entrano nel museo non per godere opere d'arte, ma per venire nel nostro corridoio bunker a riferire esperienze, storie. Il nostro custode ci accompagnerà sicuramente fino alla fine del nostro viaggio. Siamo ora-e-mai alle sponde del mar Baltico, dove il più grande Oder trasporta il più piccolo Naisse. Il nostro viaggio continua, fino al grande tuffo dove il più grande prenderà il nome del più piccolo.

 
"..Il fascino del momento in cui una cosa trapassa nell'altra, dell'incessante metamorfosi del mondo che èl'essenza stessa della vita, la quale dunque consiste in continuo superamento di confini. Mi hanno sempre affascinato i confini tra i colori e il loro cancellarsi nelle sfumature del trapasso; spesso il trascolorare, specialmente in riferimento all'acqua, diviene la cifra stessa della vita e della poesia che cerca di afferrarlo.
   

Anche il viaggio, struttura narrativa che mi attira con tanta insistenza, si snoda secondo un ritmo che è quello di un continuo trapassare, sfumare e trascolorare di confini. Non è un caso che il viaggio si svolga così spesso sull'acqua: lungo i fiumi, nelle lagune, nell'incontro tra il fiume e il mare, nel riverbero del meriggio marino che simboleggia la seduzione e la distruzione immanenti in un assoluto senza confini." Magris

 
   
bernardo