Islanda, il terzo giorno

Il programma di oggi consiste in una gita in pullman alle cascate di Gullfoss e ai geyser con una deviazione al parco nazionale Thingvellin. Partenza alle 9, l'umore e il tempo sono buoni.


Black & white - lava & ghiaccio


La prima tappa è nel centro della produzione islandese di frutta e verdura. Si può visitare una serra, in cui si coltivano anche banane con annessi snack bar e sala giochi. Le serre sono alimentate dall'energia termica, che riscalda anche il 90% delle case islandesi, e si trovano in una zona di sorgenti calde.


"Pietre calde"


Davanti alla serra abbiamo notato un fenomeno interessante. Tra le pietre del marciapiede fuoriesce un leggero vapore sulfureo. La temperatura delle pietre non è sufficiente per fare le uova la tegamino, ma non si può toccarle per più di 1 o 2 secondi senza scottarsi. Sulle prime ho supposto che fosse scoppiata una tubatura, ma Harry ci spiega che una sorgente calda affiorava in superficie.



Poi si continua fino alla cascata di Gullfoss, a proposito della quale Chris osserva che le cascate del Reno a Sciaffusa sono più grandiose.




Poi è il turno dei geyser, a proposito dei quali è più corretto dire che il geyser non è più attivo e al suo posto ora sono attivi parecchi piccoli geyser, che ogni pochi minuti producono un getto d'acqua di un'altezza di circa 10 metri.




Il parco nazionale di Thingvellir è l'ultima tappa di oggi. Qui è stata dimostrata la teoria di Wegener sulla deriva dei continenti, perché è stato possibile provare l'allontamento delle piattaforme continentali europea e americana.

Per oggi basta, a domani.



Burkhard



Chris salta in una fenditura della roccia